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Traduzione a cura dell’autore. Articolo originale qui.

Esattamente cento anni fa, Sir Mark Sykes era ad un incontro a Downing Street cercando di persuadere il consiglio di guerra di Herbert Asquith ad accettare un piano per la spartizione del Medio Oriente tra Francia e Gran Bretagna, scritto assieme al diplomatico francesce François Georges-Picot.

Sir Mark Sykes, un parlamentare conservatore dello Yorkshire, aveva già partecipato ad uno dei più grandi disastri della Grande Guerra, consigliando a Winston Churcill, Capo dell’ammiragliato britannico, che sarebbe stata una buona idea far sbarcare le truppe a Gallipoli. Il 36enne baronetto Sykes si era costruito una reputazione da esperto di Islam. Sosteneva di parlare fluentemente turco e arabo, ma, in realtà, non parlava nessuna delle due lingue. Aveva inoltre scritto alcuni libri di viaggio che si concentravano sullo squallore di città come Damasco e Mosul e sulla generale inettitudine degli arabi.

François Georges-Picot, un avvocato che divenne poi diplomatico, prozio del futuro primo ministro francese Valery Giscard d’Estaing, proclamava con fermento che la Francia aveva una “missione civilizzatrice”, sottolineando come “la Siria era molto vicina al cuore dei francesi”.

images                                                                                                                                          Foto originale qui

I patti stabiliti da Sykes e Picot, firmati nel 1916 sotto il nome di Accordo sull’Asia Minore stabilivano che la Gran Bretagna si tirava indietro dal patto che T.E. Lawrence fece con gli arabi, cioè la promessa di uno Stato in cambio dell’aiuto militare contro gli Ottomani. Questo divenne, tra gli arabi, segno della perfidia dell’occidente; la rabbia e l’odio seminati in questa occasione continua ancora oggi, così come i conflitti causati da quell’accordo.

L’ISIS, nella sua furia distruttiva tra Siria e Iraq, ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi principali era metter fine ai torti causati da Sykes-Picot. Ha persino prodotto un video chiamato La fine di Sykes-Picot, sconosciuto in Europa, ma uno dei più visti nel mondo arabo. Il video raffigura un bulldozer in mezzo al deserto che abbatte la recinzione del confine tra Siria e Iraq. Abu Bakr al-Baghdadi, il califfo dell’ISIS, nei suoi proclami nella Grande moschea di Mosul, prometteva: “Questi progressi non si fermeranno fino a che non metteremo l’ultimo chiodo alla bara di Sykes-Picot”. A Londra, il dibattito parlamentare riguardava se estendere o meno i bombardamenti nelle zona del confine tra Siria e Iraq stabilito dall’accordo Sykes-Picot, anche se ci si chiade quanti parlamentari conoscessero davvero qualcosa dell’accordo.

Sykes-Picot è stato l’inizio di un’ampia serie di manovre Europee nella divisione delle ex terre ottomane. L’accordo fu seguito dalla dichiarazione Balfour che permise la creazione dello stato di Israele. La Russia zarista avrebbe dovuto occupare Istanbul e controllare l’Armenia e il nord Kurdistan. Dopo la rivoluzione, però, il governo bolscevico di Lenin trovò una copia dell’accordo  negli archivi del Cremlino e la rese pubblica, scatenando l’indignazione del mondo arabo.
Le aspirazioni dei curdi, così come quelle degli arabi, furono totalmente ostacolate dagli accordi Sykes-Picot. Ogni possibilità di cambiamento scomparve definitivamente quando i Britannici scoprirono il petrolio a Kirkuk. Oggi, mentre i disordini in medio oriente hanno dato nuovo impeto alle aspirazioni di uno Stato Curdo, l’iniquità di quell’accordo è sentita di nuovo.

Masrour Barzani, il capo del Consiglio di Sicurezza regionale Curdo, sostiene che la GB ha il dovere di armare i combattenti Curdi proprio a causa di quel patto. “ La Gran Bretagna è stata la responsabile della creazione del moderno Medio Oriente. Per quanto tempo i curdi devono pagare gli errori che furono fatti? Siamo vittime di Sykes-Picot. Per quanto ancora dovremo essere in ostaggio?” ha chiesto. Due giorni fa, il capo dello staff del Free Syrian Army, generale Ahmed Berri, accusava i russi di fornire armi ai curdi del PYD, con il pretesto di combattere ISIS.

Questa rimostranza ha dimostrato la natura confusa della cosiddetta coalizione anti ISIS – sia l’FSA (free syrian army) che il la milizia armata della PYD (il YPG), sono sotenute dall’Occidente contro gli estremisti – ma esiste anche una rivalità etnica più antica tra i curdi (PYD) e gli arabi (free syrian army). Negando di ricevere armi russe, un ufficiale del PYD ha sottolineato il loro diritto a combattere finchè sarà necessario: ” Non dobbiamo sottostare a restrizioni artificiali quando si tratta di combattere l’ISIS. Vorrebbe dire rispettare lo Sykes-Picot, che oggi è irrilevante”.

L’occupazione italiana della Libia e la soppressione della sua popolazione, fu un derivato dello Sykes-Picot. L’attuale semi anarchia dello Stato è dovuta ad un’altra azione Anglo-francese e cioè lo spodestamento di Gheddafi, di cui  David Cameron e Nicolas Sarkozy furono gli ideatori. La Libia è ora divisa in due governi rivali e due milizie rivali. L’occidente si dispera nel tentativo di creare un “governo di unità nazionale” così da poter controllare l’espansione dell’ISIS a Sirte, la città natale di Gheddafi. Il piano è di inviare un contingente di 6000 uomini guidato dall’italia. La presenza dell’ISIS è composta da combattenti locali e stranieri, inclusi centinaia di uomini da Siria ed Iraq.

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Nel Novembre 2015, il segretario agli affari esteri William Hague, ha riconosciuto che gli accordi Sykes-Picot non sono stati una buona idea, dopotutto.. “La GB e i suoi alleati dovrebbero mostrare la loro disponibilità a nuove soluzioni”, ha detto. “I confini di Iraq e Siria furono completamente tracciati da due diplomatici francesi e britannici nel 1916. Tali confini non dovrebbero essere considerati immutabili.” Non è facile, tuttavia, eliminare i danni fatti dall’avidità e dall’arroganza occidentale. L’eredità di Sykes-Picot, oggi, non è soltanto nei tumulti in Medio Oriente e nord Africa ma è anche nella Jihad arrivata a Parigi e Londra, ed in modo così devastante.

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

Author: Samy Dawud

Sono laureato in Economia e Management presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Grande appassionato di Politica Estera e Medioriente, di viaggi e di musica

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