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Domenica letteraria-La luna dei ventuno

Domenica letteraria-La luna dei ventuno

Alla luce (della luna) dei miei ventun anni, mi ritrovo su un anonimo tratto di strada ad osservare le più disparate creature umane: madri, padri, figli, orfani (?), volti memorabili o fin troppo discreti. Tantissime le domande che si affaccendano, informi per lo più, che affido alle orecchie ipersensibili di quel lampione gigante, custode del cielo.

Si affanna la Luna
a rischiarare umani cieli e dubbi,
amanti che brillano nascosti,
madri insonni, padri affaccendati,
bambini ingenuamente addormentati.
Il filosofo che sulla riva siede
alla luna sola domanda
e l’intera vita aspetta
il suo spiraglio d’infinito.

Domenica Letteraria-Ancora un periodo ipotetico o un ipotetico periodo

Domenica Letteraria-Ancora un periodo ipotetico o un ipotetico periodo

Iniziamo con un interrogativo, con un’ipotesi, una possibilità. Fra queste righe mi concedo di andare dove forse non si andrà mai (o forse si?). Forse resta ancora qualcosa per continuare a sperare, una ragione per raccontare storie, una consolazione, seppur magra, fra le pagine di un libro aperto a caso, che misteriosamente non fa che parlare di ognuno di noi.

Forse-
come per abbracciare
l’ipotetico periodo
o piuttosto il periodo ipotetico
in cui sono stata gettata-
Forse, dicevo
resta ancora qualcosa
a cui aggrapparsi,
alle parole tagliuzzate
dai libri e rese nuove,
altre da loro stesse,
per raccontarci ancora
favole indecenti fra le lenzuola,
per disegnare ancora
nuvole di catrame nel cielo,
per respirare ancora
il sale rossastro del sangue,
per poi sognare ancora
un forse incastrato
nelle pagine di un libro
che ho smarrito.

Domenica Letteraria – A cercare cose nel posto sbagliato

Domenica Letteraria – A cercare cose nel posto sbagliato

Andiamo tutti a cercare cose nel posto sbagliato. Gioia nel dolore, pienezza nella fiera della vanità, quiete nella tempesta. Ci armiamo di ingenui propositi, bendiamo gli occhi con false credenze e finiamo col restare sbigottiti, a tratti persino inorriditi, quando il velo cade e ciò che abbiamo sempre avuto davanti si svela nella sua essenza inospitale.

Butto la carta straccia
dei miei pensieri,
la sigaretta avvampa
in ghirigori profetici
ed eccolo lì
il peccato originale
di Adami ed Eve
prodotti in serie
da un Dio distratto ed annoiato:
credere di scorgere
in vapori di niente
il tutto che sfugge,
che scompare, che mente,
in ogni boccata
di un liquore scadente
bagliori di vita,
parvenze di un sempre.

Domenica Letteraria-Anime destinate alla disfazione

Domenica Letteraria-Anime destinate alla disfazione

A volte gli specchi sono vuoti, perchè non sanno più che dirci, non sanno cosa ridarci, né raccontarci. E noi, fantasmi pallidi, ombre di anime, manchiamo di essenza, svuotati e lacerati, persi, appunto, nella disfazione: nell’infrangerci come la luce che attraversa le gocce d’acqua, ci scomponiamo, fino a ridurci, millesimarci.

Anime destinate
Alla disfazione
Corpi che s’aggirano infecondi
Calpestati come suoli aridi,
Siamo anime lacerate
Perse nel tutto-quel-che-può.
Echeggiamo la moltitudine
E di essa il raro splendore
Ma, soli, posti al centro
Della sala degli specchi
Siamo fantasmi inconsistenti
Indicibili e probabilmente
Inesistenti.

Domenica Letteraria – In un angolo sperduto di un mondo rotondo

Domenica Letteraria – In un angolo sperduto di un mondo rotondo

Quante volte ho pensato di voler avere una seconda occasione, quante volte ho pensato “e se..?”. Ho visto strade infinite dipanarsi, scenari, palcoscenici e possibilità. E voi, cosa sareste disposti a dare in cambio di un rewind? Cambiereste qualcosa oppure terreste tutto intatto, esattamente com’è?
Io mi sono ritrovata a cercare passanti, figure, ricordi, in ogni angolo un angolo sperduto di un mondo rotondo.

E se potessi, mi chiedo,
scegliere di non conoscerti più
se un angelo, o demonio, chissà
mi offrisse invitante il tempo
che abbiamo avuto e mi porgesse
la spugna per detergerlo
(ogni attimo di bellezza e sangue
candeggiato, inesistente)
se potessi darti via
come un libro che non voglio leggere
(ma come le parole, saresti ancora
sottopelle, come eco irrefrenabile)
se potessi dare tutto quel tempo
per averne dell’altro, nuovo di zecca
forse si, io ci venderei
supplicherei quel diavolo per sentire
il tuo sguardo nero avvolgermi come
inchiostro per una seconda prima volta;
forse io ci venderei
per tutto quello che non ho,
ma stai sicuro che persino nel più
lontano angolo sperduto
di un mondo rotondo
io ti troverei.
Se solo, sussurrai,
se solo potessimo essere
di nuovo sconosciuti.

E se potessi- Illustrazione di Carlo Di Stasi

E se potessi- Illustrazione di Carlo Di Stasi

Domenica letteraria-La donna della mia vita

Domenica letteraria-La donna della mia vita

Parole. Ci sono persone che sono fatte solo di parole. E così questa poesia parla della donna della mia vita, fatta di inchiostro, maldestra, pregna di magia come una strega, fuori dal tempo. Non ha davvero un corpo, è solo un’aura che mi gravita attorno, che non se ne andrà mai. E’ una benedizione, una maledizione, è un insieme di parole e il posto in cui mi salvo.

La donna della mia vita
ha i pensieri che si intrecciano
nei fili neri dei capelli.
Lei non cammina, ma danza,
inciampa, arranca.
E’ una solitaria ballerina
sul palco vuoto della vita.
Non prega nessun Dio,
non la salva nulla, se non io.
Ascolta il frusciare delle foglie,
le sfugge sempre il colore delle stelle.
La donna della mia vita
non ha nessuno specchio
perciò tutte le notti va nel bosco
e rimette i tasselli del mondo a posto.
La donna della mia vita
è di una bellezza scura, inaudita,
vive nei crateri della Luna
e per vedermi scende giù, come rugiada.

poesia la donna della mia vita-Illustrazione di Carlo di Stasi

poesia la donna della mia vita-Illustrazione di Carlo di Stasi

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