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Tutti oggi conosciamo Metaponto come una florida località balneare, in provincia di Matera ma da dove trae le sue origini questa città? Quali sono i fattori che determinano la sua importanza? Come era strutturata in epoca antica? Metapontum fu una polis fondata dai coloni Greci dell’Acaia nel 640-630 a.C. La polis era una colonia agricola richiesta da Sibari, per evitare che questo fertile territorio venisse conquistato dai Tarantini, a loro volta  coloni Spartani, che prendevano sempre più potere e territorio a danno dei centri indigeni e greci nei dintorni. La principale ricchezza economica di questa città proveniva, appunto, dall’agricoltura, le testimonianze archeologiche di tale fenomeno provengono dalle monete raffiguranti la spiga d’orzo che divenne il simbolo della città. Oltre alle testimonianze archeologiche ci sono anche delle origini mitiche attribuite a questa città, secondo le quali Metaponto fu fondata dall’eroe Nestore di ritorno dalla guerra di Troia. Quella che oggi è una frazione di Bernalda, nel VII secolo a.C. era un importantissimo centro conosciuto per diverse motivazioni. La prima di queste è la produzione della ceramica attestata dalle fornaci ritrovate nell’antica città e dai vasi riconducibili a questa produzione, come quelli del Pittore di Pisticci.

Pittore di Pisticci: Satiro che insegue una Menade

Pittore di Pisticci: Satiro che insegue una Menade

Ulteriore motivazione della sua importanza è che a Metaponto visse e operò uno dei più importanti filosofi Greci: Pitagora, il quale fondò una delle sue scuole e visse qui fino alla fine dei suoi giorni.

La città antica, era strutturata come una vera e propria polis greca, delimitata da mura al cui interno si ergeva l’area sacra.

Pianta del santuario di Metaponto

Pianta del santuario di Metaponto

Tale area era formata da quattro templi, di diverse fasi costruttive, tre templi dorici ed uno ionico, i quali sono databili dal più antico (Tempio C) alla fine del VII secolo a.C. fino al più recente (Tempio D) al V secolo a.C. L’agorà, a est del luogo di culto, era formata oltre che dalla scuola pitagorica, da un oracolo dedicato ad Apollo e dall’ekklesiastèrion. Quest’ultimo fungeva sia da edificio per le riunioni politiche sia da teatro. Al di fuori delle mura, invece, troviamo il tempio di Hera, meglio noto come Tavole Palatine.

Tavole Palatine

Tavole Palatine

Oggi vediamo solo poche colonne di stile dorico ma nel VI secolo a.C. Era un tempio con una peristasi di 6×12 colonne con fregio in terracotta di cui ci restano solo pochi frammenti, che sono però visitabili, al Museo archeologico nazionale di Metaponto.

Ricostruzione del tempio di Hera

Ricostruzione del tempio di Hera

 

 

Author: Adriana Camerino

Studentessa in Scienze dei beni culturali

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