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Canosa, se l’antipolitica è chiamata a far politica

Canosa, se l’antipolitica è chiamata a far politica

Fonte immagine: CanosaLive.com

Sarà per colpa del suo tipico modus operandi oppure per la difficoltà nell’aprirsi al resto degli schieramenti politici classici, eppure anche a Canosa c’è una forza centripeta che circonda il Movimento 5 Stelle e lo pone al centro di polemiche e contestazioni.

La prima seduta del nuovo consiglio comunale, seppur con le dovute precauzioni diplomatiche, non si è svolta serenamente. Nell’aula consiliare arieggiava l’atteggiamento di sfida tra la maggioranza pentastellata e le forze politiche d’opposizione. E non solo, dato che i canosini venuti ad assistere alla prima seduta si sentivano coinvolti ad applaudire o disapprovare con frasi di sdegno i singoli interventi dei consiglieri.

Quasi come una lotta tra il bene e il male.

Appena cominciata la seduta i due consiglieri più anziani (di esperienza) Francesco Ventola e Mariangela Petroni, entrambi di Direzione Italia, hanno rifiutato l’incarico di presiedere la seduta in segno di protesta alle ingiurie e alle pesanti accuse ricevute durante la campagna elettorale proprio dal Movimento 5 Stelle.

Ma la miccia del vero scontro è stata quella sollevata dallo “spoiler” del giornalista di Telesveva Roberto Straniero che nel suo servizio sull’insediamento della nuova amministrazione comunale ha riportato oltre alla lista delle 5 nomine degli assessorati anche la decisione del Movimento 5 Stelle di voler nominare Antonio Marzullo come Presidente del Consiglio comunale, eletto poi quasi esclusivamente dai consiglieri della maggioranza dato che quasi tutta l’opposizione ha consegnato scheda bianca o si è astenuta nonostante le esortazioni a votare dai 5 Stelle.

 

Che sia proprio questo il motivo di quell’atmosfera strana e di quelle facce adirate tra gli esponenti dell’opposizione? Pare che, l’aver appreso dal sevizio di Telesveva, e non da un confronto come si aspettavano le forze politiche dell’opposizione che la maggioranza aveva già deciso unilateralmente a chi assegnare quell’incarico abbia disturbato parecchio i consiglieri dell’opposizione.

La consigliera Nadia Landolfi prima, e più aspramente Giovanni Patruno poihanno sollevato la questione prima della votazione. Entrambi hanno criticato la decisione della maggioranza pentastellata, rea di aver escluso i consiglieri dell’opposizione dalla decisione e dal confronto per la scelta in merito alla carica.

Per la consigliera Landolfi, il presidente del consiglio comunale, come primus inter pares (primo tra pari), è il rappresentante dell’intero consiglio e non può essere eletto unilateralmente senza un confronto seguito da un percorso democratico. Nella retorica del sindaco Morra, è invece il risultato dell’elezione a scrutinio segreto dei consiglieri a sancire democraticamente la carica bypassando inutili discussioni esterne all’aula.

Nella secca replica di Massimo Lovino alla Landolfi è venuta fuori una critica ai metodi delle precedenti amministrazioni che si accordavano per assegnare questa carica specificando che il loro gruppo è impermeabile a questo modo di fare.

Seppur legittima, la decisione della maggioranza di nominare un presidente del consiglio, come prevede il sistema democratico e come è accaduto anche per la precedente amministrazione La Salvia che elesse Di Fazio, lascia un tantino perplessi. Sarebbe opportuno che questo tipo di decisioni siano apertamente manifestate nelle sedi competenti, anche come segno di apertura ad una collaborazione prolifica e che combaci con il volere dell’elettorato. È inoltre importante evitare che questo tipo di battibecco si sposti sulla banale “retorica delle poltrone” e sulla gara del più bravo cittadino fra tutti.

“L’elezione del presidente del consiglio comunale – come ha anche detto in un successivo servizio Roberto Straniero – è il biglietto da visita dell’amministrazione entrante, quando tale elezione diventa difficoltosa o mancano dei voti significa che la consiliatura inizia male”

Se l’amministrazione sarà all’altezza del suo incarico potremo solo saperlo durante il prossimo lustro. E’ ancora presto per criticare il lavoro del sindaco Morra, ma le prime impressioni lascerebbero presagire ad uno scontro futuro con le opposizioni, già partite sul piede di guerra.

L’auspicio è che il Movimento 5 Stelle ricordi ciò per cui è stato eletto: amministrare la città nel presente e nel futuro. Tutto il resto, comprese le considerazioni politiche sulle precedenti amministrazioni, conta ben poco, ed interessa probabilmente solo a giornalisti ed “addetti ai lavori”. I cittadini hanno invece bisogno di guardare al presente e al futuro. Conteranno i risultati e non le gare di dialettica. Nelle seconde, il M5s non ha mai mancato di mostrare la propria forza. Ed a ben vedere, trattasi di vivace forza insita nell’antipolitica, la cui retorica pare elettoralmente funzionare. Saper amministrare è tuttavia qualcosa di diverso, poiché trasporta quell’antipolitica nella vera politica. Quella dei fatti.

con la collaborazione di: Cosimo Cataleta

La legge del contrappasso politico

La legge del contrappasso politico

L’arroganza genera rivolta, protesta, e per chi la pone in atto, sconfitta sonora. E’ il messaggio che giunge dalle elezioni canosine dopo il ballottaggio di ieri, vinto da M5s e dal suo candidato Roberto Morra, cui vanno gli auguri più sinceri per un proficuo espletamento della carica.

L’arroganza genera falsa sicurezza, supponenza, convinzione che un Paese possa abbandonare la propria dignità in cambio di promesse e squadre di governo capaci unicamente di vender fumo (e nemmeno quello buono). L’arroganza genera incapacità di accettare la sconfitta, di ammetterne fallimenti ed inconcludenze. Bisognerebbe riconoscere una sconfitta ed ammettere: “Abbiamo perso”.

Ed invece le reazioni a caldo sono state: “Abbiamo perso per un assurdo meccanismo elettorale”. Non si può votare col caldo, perché la gente va al mare. Perché una coalizione al 49 non può ripresentarsi al ballottaggio. E via così. La prossima volta, per i signori del “vinciamo al primo turno” prepareremo una legge ad hoc, come quella prevista in Sicilia con soglia al 40%. Uno statuto speciale per Canosa di Puglia. Anche se quella per i comuni sopra i 15.000 abitanti è l’unica legge elettorale italiana degna di essere proferita tale, poiché garantisce governabilità e permette di decretare un vincitore anche grazie al doppio turno. Un doppio turno di cui questo Paese (inteso a livello nazionale) ha bisogno come il pane, per evitare le ipocrisie del proporzionale, sistema in grado di “annullare” il voto dei cittadini, ignari di ciò che succederebbe ex post, in tema di alleanze e coalizioni.

Certe volte bisognerebbe imparare dall’avversario politico, oltre a questa classica malattia della denigrazione altrui. Infatti basterebbe, paradossalmente, studiare gli altri per vincere: l’ultimo grande arrogante della politica ha perso referendum costituzionale, generato scissioni e distrutto un partito, perso malamente le amministrative. In tempi record: sono bastati infatti sei mesi affinché l’arroganza mostrasse i suoi “frutti”. Sarebbe stato sufficiente questo, per capire, che l’arroganza non paga. Anzi, fa un regalo agli altri.

foto da: canosaweb.it

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