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La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi ‘amava’ è un racconto a puntate. Prima parte qui , seconda parte qui

La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava. Nessuna speranza, nessun danno. Solo un falso allarme. In preda ad un groviglio di deliri esistenziali, come piccoli pezzi a caccia di ricomposizione.

Caro Aaron,

E’ da giorni che mi chiedo dove sei e come stai. Certi giorni fatico a respirare e mi sembra di dovermi attaccare a delle disgraziate macchine pur di tenermi in piedi. Continuo ad essere sopraffatta dal nostro addio e dal nostro sogno, avaro di coraggio e cancellato da Cupcake Town. Quella città ci sembrava la cosa più bella al mondo: poi sono arrivati i totalitaristi e non abbiamo fatto altro che scappare, dinanzi ad un Tribunale che avrebbe distrutto fisicamente le nostre vite. La mia in particolare. Non sono del tutto sicura che la tua richiesta di farmi fuggire sia stata la scelta più giusta. Ti avevo già abbandonato e tu hai deciso di farti abbandonare una seconda volta. Più di un segnale mi induce a pensare che tu stia rischiando di crollare.

 

In questo momento mi trovo a Londra ma devo dirti che non è proprio come la descrivono. Il mondo sta cambiando: i regimi invadono pian piano le città prendendo spunto dai populismi di campagna. Ho sentito anche Sheila. Ricordi cosa pensava di noi? Ho colorato nella mia mente la sua frase più bella: «Chi è fatto per stare assieme vivrà e morirà per stare assieme».

 

Preferisco dunque pensare che la sentenza del Tribunale dei tradimenti, oltre che purtroppo già scritta, possa essere stata solo un piccolo intralcio gestito dai guardiani degli amori segreti. E’ un mondo sempre più catastrofista: oggi amarsi in segreto è diventata una vera colpa. Un viatico verso una morte controllata dallo Stato e da quattro stupidi politici. Sarà, ma queste parole non mi confortano perché invece avrei bisogno delle tue, di parole.

 

Sei sempre stato bravo con le parole. Fu per questo che ti lasciai la prima volta. La tua capacità di persuadere era del tutto inversamente proporzionale alla tua abilità nel tenerti stretto sogni e promesse. Io invece a volte scrivo solo per raccontare quello che vivo: lo scrittore sei tu dopotutto. Un giorno mi auguro scoprirai dove mi trovo. Raggiungimi non appena ne avrai l’occasione ma non rischiare. Piuttosto che saperti morto preferirei consegnarmi a quel maledetto Tribunale. A proposito: ci vai ancora dal Dottor Waterloo? Mi sono informata sul suo conto. E’ davvero uno psicoanalista eccezionale. Sono certa ti aiuterà. Sono certa verrà fuori qualcosa di buono.

 

Ora è tempo di andare. Nonostante il monismo politico ho trovato lavoro in ospedale. Almeno riesco così ad ammazzare quella realtà che adori definire di cartapesta, evitando ombrelli Armani e piogge che non posso più sopportare in tua mancanza. The Queen is not dead.

Tua Cecily.

 

P.S: Se magari smetti di bere ti accorgerai del mio ultimo biglietto. Troverai il mio indirizzo ed il posto in cui potremo incontrarci. Nessun pericolo: papà ha trovato un compromesso con delle “brave persone”. Per ora siamo al sicuro ma cerca di fare in fretta. E’ tempo di tornare al punto di partenza.

 

Con questa lettera Cecily effettuò l’ennesimo tentativo di raggiungere Aaron. Si erano lasciati cinque anni prima, dopo che a Cupcake Town il regime totalitario instaurato dal sindaco Mellby diede vita ad una serie di restrizioni fortemente conservatrici ed assolutamente lontane dallo sviluppo della società globale. Dopo l’abolizione del divorzio, dovuta alla debolezza del governo laburista a guida Lescott (2083-2087), Aaron e Cecily furono costretti a vivere segretamente la propria seconda relazione. Aaron si era infatti nel frattempo sposato, rimanendo così incastrato in uno spietato limbo sentimentale.

 

Il loro secondo sogno era stato infranto dalla società: il primo, autodistrutto dalla loro superficialità.

 

I regimi cominciarono ad insediarsi in tutto il territorio britannico. Divenne sempre più difficile integrarsi in una simile pseudo società, ipocrita e guerrafondaia. Dopo la condanna a morte inflitta dal Tribunale dei Tradimenti di Cupcake Town, fondato successivamente all’abolizione del divorzio dallo stesso Mellby, Aaron riuscì a scovare un immediato espediente per evitare l’esecuzione di Cecily. Era infatti fortunatamente un ghostwriter di successo, a servizio di molti intellettuali ma soprattutto attuali funzionari di governo. Molti della squadra di governo del sindaco Mellby dipendevano infatti politicamente e letterariamente dallo stesso Aaron, poiché nettamente sprovvisti di quel talento geniale e ribelle.

 

Mellby accettò così di stoppare momentaneamente la decisione dei giudici, pur di conservare un briciolo di credibilità dinanzi ad uno sfrenato desiderio di consenso elettorale universale. Ed Aaron componeva frattanto romanzi, libri storici e saggi politici al fine di salvare la vita di Cecily. In attesa della fine del regime e dell’inizio di un sogno formato realtà 3.0. I tempi divennero sempre più duri e ben presto sarebbe giunta la cruciale resa dei conti.

Author: Cosimo Cataleta

E’ laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Collabora con le testate web Infooggi e Retro. Grande appassionato di musica, letteratura e politica estera.

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