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La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi ‘amava’ è un racconto a puntate. Prima parte qui

La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava. Nessuna speranza, nessun danno. Solo un falso allarme. In preda ad un groviglio di deliri esistenziali, come piccoli pezzi a caccia di ricomposizione.

Quando la finzione si abbandona alla realtà tendo parzialmente a tornare in vita. Come un sub sulla via della morte, tuttavia consapevole di ritrovare la strada del rifugio e della salvezza. E’ così, che quando finisco di lavorare, tutto si ripropone quotidianamente dinanzi allo stesso sogno e alla stessa bottiglia vuota. Del resto siamo sempre stati enormi estimatori dell’autocommiserazione. Piuttosto che confessare ed adeguarci alle nostre verità avremmo preferito tacere anche dinanzi al Tribunale dei tradimenti.

 

Ti ho sempre detto che sono un bugiardo in grado di prendere le distanze dai bugiardi. Ci sono bugiardi e bugiardi. Io sono un bugiardo sincero. Ho sempre cercato di spiegarti cosa stesse a significare, mentre tu cercavi il mio sguardo per distrarmi da quelle stupide ed inutili parole. Mi ricordavi quanto i tuoi capelli fossero lunghi e quanto fossi felice della loro crescita. Mentre noi di crescere e cambiare nemmeno a parlarne. Sempre nell’ombra. Nemmeno fosse il nostro ultimo habitat prima dell’ultimo goccio: poi l’ultimo bacio, dal sapore sempre più amaro e mai così limpido. Un amore invisibile che nessun giornalista potrà raccontare e comunicare.

 

A casa ho acceso il camino. Avevo bisogno di dimenticare la tua assenza e la nostra solitudine. Hemingway mi ricorda spesso che una operazione di questo calibro è plausibile fonte di ispirazione. Accendi un camino e la tua vena creativa tornerà: scrivi una frase vera e cancella tutto ciò che seguirà dopo. Gran parte di quello che scriverai successivamente è contorno, spesso raffinato quanto insopportabile. Al supermercato il mondo non cambia: resta fermo attorno alla stessa bottiglia e allo stesso prezzo. Vorrei che a volte lo fermassimo assieme. Noi e i nostri dischi, mentre gli altri girano. Gente che viene e che passa. Alla ricerca di un significato e di un posto confortevole, attendendo un mio consiglio ed un crescendo di empatia tipico della mia evoluzione da lavoratore capitalista a simpatico ed intelligente ubriacone.

 

Non mi frega più niente e di nessuno da quando sei andata via. E’ bene che tu sappia che la serratura non l’ho mai cambiata. Mia madre mi ha chiamato tutti i giorni ricordandomi che quella doveva invece essere la priorità. Un bel giorno, seguito da svariati mesi ed infiniti anni, mi son permesso di contraddire la sua saggezza: «La serratura non l’ho cambiata mamma, come si fa a dimenticare un abbandono?»

 

Non mi ha risposto, con quella appunto saggia consapevolezza di chi riconosce il dolore di un figlio e decide di non ampliarlo ulteriormente, asciugando calici di lacrime e tamponando ferite che non potranno più ricomporsi. E’ un immenso ballo questa vita: le mie scarse attitudini in esso sono forse la ragione dei miei gloriosi e romantici fallimenti.

 

L’ultimo bicchiere è quello più problematico: i nostri ricordi tornano a galla senza lasciare scampo ed alcuna voglia di sollievo. Tutto si è lentamente dissolto nel silenzio. Un colpevole silenzio assordante e rumoreggiante, zeppo di incomprensioni ed inettitudine. Così, ho deciso almeno di facilitarmi il compito. Bevo, scrivo e scelgo un disco degno di nota. Pensavo a cosa avessi potuto scegliere tu ed è così che mi sono addormentato. La regina è morta e tutti sanno che adesso sono solo un miserabile senza alcuna soddisfacente forma di ispirazione. Almeno oggi ti chiedo di lasciarmi solo. Preferisco sognare Hemingway e non te. Nessuna punizione o dimenticanza. Solo questione di ambientamento alle mie attitudini oniriche.

Author: Cosimo Cataleta

Esemplare problematico, prevista laurea a gennaio in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, ma resta comunque incazzato. Collaborava giornalisticamente prima di capire che il giornalismo giovanile è morto. Ultimamente simpatico aiutante nella raccolta fondi per le Ong. Ama tutto ciò che gli altri odiano: la politica, Prodi, Veltroni, il caffè senza zucchero, le ragazze con i capelli rossi e i capelli corti, i cellulari rotti, i racconti di Calvino e tanto altro

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