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La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi ‘amava’ è un racconto a puntate. Prima parte qui , seconda parte qui, terza parte qui, quarta parte qui. quinta parte qui.

La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava. Nessuna speranza, nessun danno. Solo un falso allarme. In preda ad un groviglio di deliri esistenziali, come piccoli pezzi a caccia di ricomposizione.

 

Aaron e Cecily non erano una coppia comune. Adoravano riprendersi e talvolta persino offendersi. Non avevano mai trovato un reale punto d’incontro, se non che un giorno avrebbero trascorso insieme il resto dei loro giorni. Ad offendersi e riprendersi. La notte era sempre stata il loro momento migliore. Una forma di ricongiungimento dei sensi e dei corpi. Corpi straziati dai continui vani tentativi di incontrarsi per sempre. Ma adesso erano a Lakewood, in quel magico posto nel quale lui ebbe persino a litigare con il nulla. Come se qualcuno avesse tolto qualcosa a Cecily. E quella era la sua ossessione perenne: osservarla sorridere, come l’ultima volta nei pressi di uno squallido e grigio collegio universitario, sbiadito dai ricordi e dal grigiore dei temporali.

 

  • Come andrà a finire?

  • Mmm..

  • Non lo sai, vero?

  • Credo perquisiranno la mia casa. Non hanno paura di nessuno al di fuori di me. Cecily, sanno benissimo che possiamo rovesciare il banco.

  • Ma abbiamo una condanna sulle spalle, Aaron.

  • Hai, Cecily.

  • Ti amo anche io.

  • Voglio solo dire che possiamo adottare la strategia giusta. Ma dovremo essere cauti.

 

L’appiglio di Aaron era la ponderazione. Mai nessun uomo più di lui aveva etichettato a quel popolo la concezione del tempo. Era in totale controllo dello stesso. Continuamente, dopo esserne stato in balia per 36 anni. E sapeva che forse la perdita di Cecily aveva decretato la fine del proprio ordine, semmai la vita ne avesse mai avuto uno. Cecily era invece sempre stata molto più intraprendente. Avrebbe voluto osare. Smascherare il sistema dinanzi al Tribunale dei tradimenti. Il suo piano era quello di attendere l’imminente instaurazione del regime di Mellby a Westminster. In quel modo, la composizione del Tribunale, esistente al momento solo a Cupcake, avrebbe subito delle modificazioni e poco importava che il cambio dei giudici sarebbe rimasto nelle mani dello stesso Mellby. L’obiettivo era rovesciare il sistema, e di conseguenza la sentenza. Consegnandosi spontaneamente e chiedendo una revisione del processo.

 

  • Dobbiamo agire adesso. Dopo che Mellby sarà a Westminster.

  • Non è una buona idea, Cecily. Io aspetto prima che gli sbirri invadano casa mia. Come con Morrissey, quando scrisse Margaret on the guillottine. Si dice che i poliziotti ne chiesero l’autografo.

  • Morrissey è morto Aaron. E poi non c’è più il neoliberismo del cazzo.

  • Perché, ti piaceva?

  • Non so niente di politica. Sei tu che racconti queste storie. Lo sai che non le sopporto.

  • Però il disco degli Smiths ti è piaciuto.

  • Mi piaceva il titolo. Ed alcune canzoni.

  • Non cambierai mai. Vuoi sempre sminuirmi.

  • Se non lo faccio il mio amore per te diventa ossessione

  • Mi auguro farai la mia stessa fine, Cecily.

 

E continuarono ad oltranza, mentre si scambiavano lunghi baci tipici della loro migliore estate. Ma la verità è che non sapevano davvero cosa il destino avrebbe riservato, né cosa avrebbero potuto fare per trovare un punto d’intesa. Ben presto, quella atmosfera leggiadra da ripudio della società si dissimulò nelle polveri delle loro continue divergenze. Non un buon segnale in vista dei prossimi guai.

 

  • Allora genio, vuoi continuare ad aspettare.

  • E’ l’unica soluzione.

  • Ma non capisci che non possiamo continuare così Aaron? Dobbiamo andare davanti al Tribunale dopo che Mellby si sarà insediato al governo nazionale. I giudici possono cambiare le cose.

  • Cecily, non sai di cosa parli.

  • Fottiti Aaron! Sono stanca di passare per quella che non capisce.

 

Aaron intervenne successivamente con tutta la propria irruenza, consapevole del considerevole debito nei confronti di se stesso e della propria moglie, Pamela. Dopo l’instaurazione a Cupcake del regime di Mellby e la battaglia politica del sindaco, che condusse all’abolizione del divorzio nel settembre 2085, Aaron e Cecily pagarono profumatamente il vice sindaco Melvins per far uccidere sua moglie. Aggirando definitivamente il divieto nella maniera più brutale e discutibile: eliminare fisicamente una persona, senza nemmeno sporcarsi le mani. Un vile gesto, frutto del proprio rocambolesco egoismo.

 

Devastati dalla loro spietatezza relazionale, non ebbero forse alcun rimorso di quella decisione. O quasi. Tuttavia, il Tribunale dei Tradimenti provvide comunque alla condanna, poiché l’infedeltà si registrò a tutti gli effetti. Prima dell’assassinio di Pamela Mithcell. Cecily era convinta che la consegna dinanzi al Tribunale avrebbe offerto la possibilità di difendersi e vincere il processo. Dopotutto non c’erano prove. Con Mellby all’oscuro del tragico episodio e Melvins passato a miglior vita, giustificare la propria relazione sulla base dell’assenza di vincolo matrimoniale si sarebbe così rivelata tattica vincente.

 

Aaron cercò invece di far capire a Cecily che il colpo vero sarebbe stato quello di attendere il logoramento della politica di Mellby, agendo di fatto agli sgoccioli del proprio consenso. Avrebbe così potuto cambiare tutto, trascorrendo il resto dei propri giorni nel ricordo della sconfitta del regime ed alla presenza definitiva di Cecily. Senza doversi più nascondere. E soprattutto, senza dover nascondere se stesso dinanzi ad un popolo. Una sorta di redenzione totale. Salvando la vita a milioni di persone, dopo averla sottratta a sua moglie, da sempre considerata erroneo ostacolo alla relazione con Cecily.

Author: Cosimo Cataleta

E’ laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Collabora con le testate web Infooggi e Retro. Grande appassionato di musica, letteratura e politica estera.

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