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L’arroganza genera rivolta, protesta, e per chi la pone in atto, sconfitta sonora. E’ il messaggio che giunge dalle elezioni canosine dopo il ballottaggio di ieri, vinto da M5s e dal suo candidato Roberto Morra, cui vanno gli auguri più sinceri per un proficuo espletamento della carica.

L’arroganza genera falsa sicurezza, supponenza, convinzione che un Paese possa abbandonare la propria dignità in cambio di promesse e squadre di governo capaci unicamente di vender fumo (e nemmeno quello buono). L’arroganza genera incapacità di accettare la sconfitta, di ammetterne fallimenti ed inconcludenze. Bisognerebbe riconoscere una sconfitta ed ammettere: “Abbiamo perso”.

Ed invece le reazioni a caldo sono state: “Abbiamo perso per un assurdo meccanismo elettorale”. Non si può votare col caldo, perché la gente va al mare. Perché una coalizione al 49 non può ripresentarsi al ballottaggio. E via così. La prossima volta, per i signori del “vinciamo al primo turno” prepareremo una legge ad hoc, come quella prevista in Sicilia con soglia al 40%. Uno statuto speciale per Canosa di Puglia. Anche se quella per i comuni sopra i 15.000 abitanti è l’unica legge elettorale italiana degna di essere proferita tale, poiché garantisce governabilità e permette di decretare un vincitore anche grazie al doppio turno. Un doppio turno di cui questo Paese (inteso a livello nazionale) ha bisogno come il pane, per evitare le ipocrisie del proporzionale, sistema in grado di “annullare” il voto dei cittadini, ignari di ciò che succederebbe ex post, in tema di alleanze e coalizioni.

Certe volte bisognerebbe imparare dall’avversario politico, oltre a questa classica malattia della denigrazione altrui. Infatti basterebbe, paradossalmente, studiare gli altri per vincere: l’ultimo grande arrogante della politica ha perso referendum costituzionale, generato scissioni e distrutto un partito, perso malamente le amministrative. In tempi record: sono bastati infatti sei mesi affinché l’arroganza mostrasse i suoi “frutti”. Sarebbe stato sufficiente questo, per capire, che l’arroganza non paga. Anzi, fa un regalo agli altri.

foto da: canosaweb.it

Author: Cosimo Cataleta

Esemplare problematico, prevista laurea a gennaio in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, ma resta comunque incazzato. Collaborava giornalisticamente prima di capire che il giornalismo giovanile è morto. Ultimamente simpatico aiutante nella raccolta fondi per le Ong. Ama tutto ciò che gli altri odiano: la politica, Prodi, Veltroni, il caffè senza zucchero, le ragazze con i capelli rossi e i capelli corti, i cellulari rotti, i racconti di Calvino e tanto altro

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