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Il 1860 è l’anno della celeberrima spedizione dei Mille: un migliaio di volontari guidati da Giuseppe Garibaldi salpa, tra la notte del 5 e del 6 maggio, dalla città di Quarto per approdare a Marsala, in modo da conquistare il Regno borbonico Delle Due Sicilie affinché l’intero meridione possa essere annesso al nascente Stato italiano. Tra questi vi è il giovane ventinovenne Ippolito Nievo (numero 690) che oltre ad essere un colonnello delle armate garibaldine (grado acquisito dopo le battaglie di Calatafimi e Palermo) è anche giornalista militante, e soprattutto scrittore. La sua opera più famosa sono Le confessioni d’un italiano, romanzo sia storico che di formazione, scritto tra il dicembre 1857 e l’agosto 1858, pubblicato però postumo nel 1867, che racconta cinquant’anni di storia (dalla campagna napoleonica in Italia fino ai moti del 1848) vissuti attraverso gli occhi e sulla pelle del patriota Carlo Altoviti che come lui stesso afferma nacque veneziano e morì italiano.

Se Le confessioni d’un italiano sono un’opera che rivolge lo sguardo al passato, esiste un’altra opera di Nievo che al contrario pensa il futuro. Storia filosofica dei secoli futuri è un romanzo breve, un divertissement composto nel 1860, che può benissimo essere presentato come uno dei primi esempi di fantascienza/fantapolitica all’italiana. Ferdinando De’ Nicolosi è un filosofo e chimico dell’anno 1859; si chiede se sia possibile “anticipare” i prodotti delle vicende umane allo stesso modo dei botanici che riescono nelle serre ad anticipare la fioritura delle rose: «Le rose sbocciate nel calor della serra a mezzo l’inverno raccontano coi loro profumi alle sorelline, addormentate ancora, la storia d’un anno che per queste è ancora da venire[…] Su per su gli uomini somigliano alle piante, e le piante agli uomini[…] Perché non si potranno ottenere anche nel processo del pensiero umano delle fioriture anticipate?»

Dopo la fatidica domanda è messo in scena l’esperimento, primo elemento di tipo fantascientifico: «Presi mezz’oncia di fosforo e una dramma di plutonio, i due elementi di cui si compone l’intima semenza umana; li mescolai ben bene e tolsi dalla dose quella particella infinitesima che forma probabilmente lo strumento passivo dell’intelligenza. Diluito in seguito quest’atomo arcano in una bottiglietta di buon inchiostro nero inalterabile, e versato l’inchiostro sopra una carta convenientemente satura per mezzo del magnetismo animale di volontà e di pensiero, ne ricavai due grandi pagine d’un nero lucente e perfettissimo. Qui cominciava la parte meccanica e delicata del grande esperimento. Assoggettai quella carta alla temperatura media condensata e avvicendata di trecentosessantatré inverni e di trecentosessantatré estati. Il miracolo si operò appuntino; la fioritura pensante di tre secoli avvenire fu ottenuta con tal precisione, che sfido un critico tedesco a trovarci di che ridire. Come su un negativo fotografico alle levature di nitrato d’argento, comparvero dapprima su quella carta apparentemente carbonata alcuni segni bianchi: poi si profilarono alcune lettere, massime le iniziali; indi si disegnarono le intiere parole; da ultimo vi si stese elegantemente calligrafata la storia che ora trascrivo».

La storia che De’ Nicolosi trascrive è l’opera di tale Vincenzo Bernardi di Gorgonzola, storico dell’anno 2222 che ha descritto gli avvenimenti accaduti tra il 1860 e il 2222. L’opera di Nievo è divisa in sette capitoli:

Introduzione
Dalla pace di Zurigo alla pace di Lubiana
Dalla pace di Lubiana alla federazione di Varsavia (1960)
Dalla federazione di Varsavia alla rivolta dei contadini (2030)
Creazione e moltiplicazione degli omuncoli (2066-2140)
Dal 2180 al 2222, o il periodo dell’apatia
Epilogo

Messa da parte l’introduzione che racconta l’esperimento appena descritto, il primo capitolo comincia con un avvenimento storico reale: la pace di Zurigo (10 novembre 1859), ovvero il trattato che mise fine alla Seconda guerra d’indipendenza. In questo primo capitolo vengono descritte le varie battaglie successive alla pace di Zurigo che hanno permesso la scacciata degli austriaci dal Veneto. L’annessione del Veneto avviene con la fantomatica pace di Lubiana di cui però non viene fornita una data poiché Bernardi spiega che nel 2222 tutti i libri precedenti all’anno 2000 sono stati distrutti e sono rimasti solo alcuni frammenti. In questo capitolo Nievo prevede l’apertura del canale di Suez in anticipo di sei anni. Il secondo capitolo è molto sostanzioso. Il nuovo papa Giovanni XXIII (altra previsione?) è costretto a chiedere aiuto alla Russia, guidata dallo zar Nicola II, per via della minaccia dei liberali; i due s’incontrano nella penisola di Crimea e vengono a patti: «“Che volete, Santità?” chiese il Tartaro incivilito. “Quello che volete voi, Maestà”, rispose il Gran Sacerdote latino. “Vale a dire?” “Vale a dire che io voglio il dominio del mondo, come me ne danno diritto le bolle de’ miei santi predecessori”. “Per conquistar il mondo, m’immagino che vorrete cominciare da qualche parte!” “Voglio cominciar da Roma! voglio cacciare dalla sede degli Apostoli quegli scomunicati che vi si sono intrusi per consacrarvi l’empietà e la menzogna”. “Bene; io v’aiuterò a riprender Roma: ma, patti chiari! che la mia parte di mondo la voglio conservar io”. “Ah Maestà, se voleste convertirvi! se…” “Basta! a questo penseremo poi. Intanto io vi assegno a residenza le mine di Sebastopoli, e là potrete pontificare a mie spese finché le navi dell’Inghilterra e le mie truppe abbiano aperto la foce del Tevere e le porte della città eterna. Dio sia con voi!” “E che il cielo benedica le armi di vostra Maestà!” Da quel giorno Sebastopoli diventò la terza Roma o la seconda Avignone, e di colà partivano ogni domenica molti carichi di scomuniche ad uso degli Occidentali». All’alleanza si aggiunge anche l’Inghilterra. Russia e Inghilterra con l’appoggio del papa invadono Italia e Francia.

Che cosa succederà in seguito? Lo scopriremo nella seconda parte.

Author: Nunzio D’Alessandro

“Studio filosofia presso l’Università di Bologna. Mi appassiona ricercare e ascoltare la musica anni ’70/80 dal rock progressivo alla new wave. ”

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