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La città di Canosa di Puglia, sede di gran parte degli autori del nostro progetto, è stata interessata nella giornata di ieri da un dibattito piuttosto curioso. Un dibattito che ha colpito soprattutto per i suoi contenuti e per le modalità attraverso le quali si è svolto.

 

L’ultima polemica “politica” monta sui social, causa le precarie condizioni meteorologiche che rischierebbero di mettere a repentaglio l’incolumità di studenti ed insegnanti nel caso di apertura delle scuole. A scatenare il dibattito, un post di “spiegazioni” rivolto al giovane assessore canosino, Marco Silvestri. Nulla di strano fin qui: parrebbe la solita solfa di lamentosi studenti a caccia dell’assenza di turno (chi non si è comportato in questo modo da studente almeno una volta?). Eppure loro negano: è davvero una questione di sopravvivenza e non si può assolutamente andare a scuola in queste condizioni (bis: chi non si è comportato in questo modo da studente almeno una volta?).

 

Agli studenti è doveroso replicare in maniera precisa ed adeguata: all’interno del post vengono infatti sollevate ulteriori questioni quali “rotture di finestre” che impedirebbero di fatto anche il corretto utilizzo dei termosifoni, qualora funzionanti. La replica dell’assessore è molto semplice: verranno effettuati controlli (anche in prima persona) nel limite della propria competenza, peraltro a carattere provinciale (e non comunale, assessore docet).

 

L’altro punto focale è altrettanto chiaro: il problema lamentato dagli studenti, presente e deplorevole, ovvero quello della (mala) edilizia scolastica, non ha nulla a che vedere con temporanee questioni meteorologiche: è problema di tutti i giorni e va combattuto tutti i giorni. Con sollecitazioni e mobilitazioni, termini ben diversi da quello di ‘lamentela’, pressoché inefficace e dunque fine a se stessa. Combattere le nefandezze dell’edilizia è doveroso e spetta sì alla politica (in primis), ma anche agli studenti che tengono a se stessi e ai loro compagni. Si tratta di lotta quotidiana, che andrebbe coltivata tutti i giorni e non a fini strumentali, al fine di renderla credibile alle istituzioni competenti.

 

Con tutto il rispetto per le difficoltà attuali del paese, non mi pare che l’amministrazione sia rimasta immobile, attivandosi sin dal giorno precedente alle possibili nevicate con spargimento di sale all’interno delle strade, memore dell’esperienza di due anni addietro. La decisione di entrare o meno non spetta a voi, cari studenti. Spetta a chi di competenza. E sono certo che si tratterà di scelta oculata e ponderata, sulla base delle esigenze di tutti gli attori protagonisti in campo: dagli studenti stessi sino agli insegnanti.

 

Dall’altra parte, non mi ha sorpreso ritrovare invece la classica strumentalizzazione politica delle opposizioni all’amministrazione. Il tempo delle elezioni è vicino e purtroppo anche quello delle chiacchiere, ancor più evidenti in un contesto di politica locale. Garantire l’incolumità di un paese è dovere di ogni fazione e prescinde dal colore politico. Inutile dunque farsi paladini di battaglie che non esistono, poiché aiutare la comunità canosina è compito di tutti e non dovrebbe fare notizia. Siamo ormai in campagna elettorale e si è capito. Ma c’è un limite che non dovrebbe essere travalicato: quello dell’onestà intellettuale, che dovrebbe essere mantenuta a vantaggio della collettività stessa (e della sua conseguente qualità). Si discuta dei contenuti, gentilmente. Il mondo giovanile merita molto più di questa classe politica locale così appassionatamente ancorata al consenso. Non ci si lamenti poi dei limiti di chi invece dovrebbe trarre esempio da queste ‘audaci’ nozioni di crescita culturale. I giovani rappresentano infatti la più grande risorsa per la società del domani: è bene non dimenticarlo mai.

 

Mi ha molto colpito infine il commento di una studentessa a tutela dei propri coetanei. La ragazza si rivolgeva al mondo adulto, quasi a testimoniare l’esistenza di una barriera tra quel mondo e la classe giovanile. Il succo era questo: se ci trattate in questo modo la nostra risposta sarà quella di manifestare o scioperare. Il problema è invece l’opposto: se questo divario tra questi due mondi esiste, ciò è anche frutto della frivolezza ed inconsistenza della classe giovanile attuale, della quale il sottoscritto fa parte (e ne avverte frustrazioni e potenziali fallimenti). Purtroppo bisogna riflettere di questo: la debolezza contenutistica giovanile continuerà a lungo a fare il gioco del mondo dei ‘grandi’.

 

Vi sentite derubati del vostro futuro e sprigionate la vostra rabbia solo in sporadiche occasioni? Ecco così calare il sipario sulla vostra/nostra sconfitta. Indignarsi e reagire è mestiere di tutti i giorni. Dimostrate di valere. Dimostriamo di valere. Che il vostro futuro sia nel nostro piccolo paese o in qualsiasi altra parte di questo strano mondo. Per una volta, mollate i vostri smartphone e ripudiate le strumentalizzazioni.

 

Anni fa, ho rappresentato personalmente gli studenti all’interno del mio liceo. Se c’è una cosa che ho cercato di insegnare, nel mio piccolo, è stata quella di indignarsi per le ingiustizie e dall’altro lato della medaglia per ciò che riteniamo più giusto. Alcuni mi hanno capito, (molti) altri no. Non hanno capito il senso del mio pensiero e del valore delle piccole cose. Delle prime battaglie. Dei primi passi verso il mondo adulto. Qual è il prezzo da pagare in tutto questo? Certamente quello del consenso e della popolarità.

 

Siate dunque combattivi. Siate critici, pur tuttavia con la massima cognizione di causa. E se necessario, combattete la strumentalizzazione ed il pensiero unico. Sì, diciamolo: se necessario, siate impopolari ma siate voi stessi. Nessun prezzo da pagare sarà da voi considerato tanto alto quanto la vostra libertà. 

Author: Cosimo Cataleta

E’ laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Collabora con le testate web Infooggi e Retro. Grande appassionato di musica, letteratura e politica estera.

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