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In copertina: il Parco archeologico di San Leucio. Originale qui

Il Parco archeologico di San Leucio è un sito affascinante ubicato nella zona sud-est di Canosa, cittadina della Puglia, posta al limite settentrionale della Terra di Bari. L’area archeologica fu scoperta nel 1925 e mostra tracce del passato relative a due periodi storici differenti. La zona, infatti, dapprima fu scelta per l’edificazione di un imponente tempio di epoca ellenistica dedicato alla dea Minerva, in seguito questa divenne sede della basilica dedicata ai Santi Medici Cosma e Damiano e poi, in età Longobarda a San Leucio.

IL TEMPIO ELLENISTICO-ITALICO

In antico Canosa è stato un florido centro commerciale e artigianale specializzata nella produzione di ceramiche e lana. Con lo sviluppo delle poleis magno greche subisce influenze di cultura ellenica, sia dal punto di vista morfologico che urbanistico, infatti doveva essere territorio ideale per la fondazione di una polis greca. I primi contatti con Roma sono visibili all’indomani delle guerre sannitiche, quando la giovane repubblica romana giunge in Puglia, sconfigge le popolazioni autoctone e il centro canosino è costretto a stringere un Foedus con Roma precisamente nel 318 a.C . Da questa data in poi subirà un processo di romanizzazione e rimarrà sempre fedele a Roma divenendo Municipium e colonia.

Fig.1: Assonometria cavalliera della pianta del tempio

Fig.2: Prospetto del Tempio di San Leucio

Fig.3: Testa della Dea Minerva

Proprio in questo contesto storico si colloca l’antico tempio sotto San Leucio, databile tra la fine del IV e la prima metà del III sec a.C. Caratterizzato da una pianta etrusco-italica (Fig.1), esempi di questo tipo li ritroviamo a Roma di proporzioni enormi come il tempio di Giove Capitolino, il tempio è costituito da alto podio sagomato cui si accedeva mediante scale centrali. Proprio nella facciata ai lati dell’ingresso dovevano essere situati i due enormi Telamoni (Fig.2). Costituito esternamente da colonnato ionico, sormontato da un fregio dorico, a metope e triglifi su cui dovevano essere rappresentati i pezzi d’armatura. Internamente invece, la seconda fila di colonne doveva essere costituita da capitelli figurati come la testa femminile che emerge da cespo di acanto e compresa tra volute (Fig.3)

LA BASILICA PALEOCRISTIANA

Anche dopo l’epoca Romana, l’ubicazione non lontana dal fiume Ofanto e la vicinanza alla via traiana permisero a Canosa di mantenere l’importante funzione di collegamento tra Puglia e Italia-centrale. Canusium fra il IV e V sec è capoluogo dell’Apulia et Calabria in quanto sede dei governatori provinciali e della più importante diocesi guidata da vescovi di primo piano, assumendo così una funzione di metropolitana all’interno della provincia. La figura di San Sabino, (514-566) spicca in questo contesto e con lui anche le intense attività edilizie in ambito cristiano, infatti in questo periodo la città raggiunge il suo massimo splendore religioso e monumentale. Definito appunto dalla tradizione “Venerabilis vir restaurator ecclesiarum”. (1^) fu colui che volle l’edificazione della basilica di San Leucio. Attestati sono i rapporti del Vescovo Sabino con Roma, e Costantinopoli.

I materiali edilizi del tempio ellenistico ancora in piedi, furono sottoposti a un’opera di riutilizzo per la costruzione della particolarissima basilica ricca di mosaici. La pianta della basilica(Fig.4) è a forma di quadrato, realizzato con muratura continua e costituito da quattro absidi semicircolari ad ogni lato, al cui interno è inserito un secondo quadrato, costituito da pilastri e con le quattro absidi delineate da un giro di quattro colonne. I due quadrati formano un ambulacro a quattro bracci coperti da volta a botte, comunicante attraverso i passaggi tra i pilastri con lo spazio centrale, sormontato da una volta a padiglione, questa disposizione richiama la basilica di San Lorenzo a Milano e quella di San Vitale a Ravenna. Nel corso del VII secolo tutta l’area intorno alla chiesa e la zona a sud al suo interno, furono popolati da moltissime sepolture.

Fig.2: Pianta della Basilica di San Leucio

(1^)(Historia vitae inventionis translationis s. Sabini episcopi IV sec)

Author: Giulia Morra

Studio Scienze dei beni culturali presso l’Università degli studi di Bari. Amo le danze popolari e i racconti di J.R. R. Tolkien. Sogno di diventare un’archeologa specializzata in cultura funeraria tardoantica

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