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Come la CIA drogò un intero villaggio con l’LSD

Come la CIA drogò un intero villaggio con l’LSD

GUERRA FREDDA E GUERRA NON CONVENZIONALE

A pochi anni dalla fine della seconda guerra mondiale ed in piena guerra fredda, il confronto tra il blocco comunista e quello occidentale era in pieno svolgimento.
Mentre l’unico confronto armato  si teneva in Corea, i reparti speciali dell’esercito e l’intelligence dei due blocchi si concentravano su sperimentazioni e ricerche allo scopo di trovare non solo l’arma perfetta da utilizzare sul campo di battagia, ma anche il metodo migliore per ottenere informazioni utili dai prigionieri, dai nemici e dagli informatori. In questo contesto nacquero i progetti Chatter e Artichoke su metodi non convenzionali pensati per essere più efficaci della classica tortura fisica e psicologica: ipnosi, deprivazione sensoriale, farmaci e droghe, pratiche sessuali, isolamento. Queste ricerche, condotte dagli Stati Uniti, venivano coordinate dalla CIA, che si serviva sia di brillanti menti militari e scientifiche interne, sia di esperti esterni, e vennero unificate con gli anni nel progetto MK-ULTRA. Tra i collaboratori esterni degli americani c’era la Sandoz Chemical Company di Basilea, in Svizzera. La Sandoz riforniva gli americani di Metrazol, insulina per terapia sotto-shock, anfetamine e anti-convulsivanti. Proprio nei laboratori della Sandoz lavorava un certo Albert Hofmann, colui che nel 1938 sintetizzò per la prima volta l’ LSD. Anche l’LSD era tra le sostanze usate dagli scienziati americani, ed era fornito dalla Sandoz Chemical.

IL DELIRIO DI PONT ST. ESPRIT

Era una solita giornata di metà Agosto del 1951 nel villaggio di Pont Saint Esprit, cittadina di appena 6000 abitanti nel sud della Francia. La gente viveva la normale, pacifica quotidianità di un villaggio di campagna quando iniziò un delirio: alcune persone del villaggio in tarda serata iniziarono a sentirsi male, convulsioni, nausea, allucinazioni. Alcuni, da poco addormentatisi, ebbero incubi e visioni. Il delirio aumentò e molta gente iniziò a manifestare violenti atti psicotici, due si suicidarono, cinque morirono in preda ad allucinazioni, altri aggredirono vicini e soccorritori, un bambino tentò di strangolare la nonna.pont-st-esprit                                                                                                                 [Fonte:thinkingsidewayspodcast.com]

Nel delirio, il colpevole fu ritenuto il fornaio. Gli fu subito data la caccia, pensando che il suo pane fosse avvelenato e quindi causa di tutto ciò. Brian, il fornaio, venne quasi linciato e la sua porta fu segnata con una croce nera, come un untore. La gendarmeria lo arrestò subito, non tanto per la sua colpevolezza quanto per salvarlo dal linciaggio.
La notizia scioccò tutta la Francia. L’orrore si Pont st. Esprit giunse anche sulle pagine del La Stampa. Ma cosa accadde quel giorno alla gente del villaggio? Inizialmente si parlò di un avvelenamento dovuto alla presenza di frumento avariato nella farina con cui era stato fatto il pain maudit (“pane maledetto”). Si pensava che una muffa avesse contaminato il pane, provocando effetti allucinogeni. Tale tesi era sostenuta proprio dalla delegazione di chimici della Sandoz company, accorsi sul luogo per delle analisi investigative.

L’INCHIESTA 60 ANNI DOPO

Per decenni, la storia della farina avariata fu l’unica spiegazione alla follia di Pont st. Esprit, eppure non tutti erano cosi convinti che si trattasse della verità. Nel 1995 Hank Albarelli, giornalista investigativo americano, iniziò una lunga inchiesta partendo dallo strano suicidio di Frank Olson. Olson era un batteriologo operante nella base dell’esercito statunitense per le armi biologiche di Fort Detrick, nel Maryland. Mori nel 1953 cadendo dalla finestra della sua abitazione al tredicesimo piano, a New York. Albarelli, partì con la sua inchiesta deciso a scoprire quale fu la reale sorte di Olson, ancora troppo poco chiara. Investigò sull’operato di Olson, sugli esperimenti della Special Operations Division di Fort Detrick, arrivando a documenti che dimostravano come esperimenti con l’LSD fu usato per contaminare il pane di Pont st. Esprit.  Albarelli cita fonti di ex biochimici della base di Fort Detrick che raccontano: “i risultati complessivi della sperimentazione nel sud della Francia erano buoni, ma c’era anche un effetto negativo, o quello che oggi si chiama reazione del ’cigno nero’. Che diverse persone morissero era un dato inaspettato, del tutto inatteso. Non avrebbe dovuto operare in quel modo, così era stato di nuovo messo allo studio“.
Mkultra cessò di esistere a fine anni sessanta, e pochi anni dopo, nel 1975, invece, una grande quantità di dati riservati dell’agenzia di inteligence statunitense furono resi pubblici. Tali documenti fecero molto scalpore nell’opinione pubblica e costrinsero il governo ad istituire una commissione (la Commissione Rockfeller) di inchiesta sui crimini della CIA. Tra una infinità di documenti, la commissione Rockfeller ne trovò uno che faceva chiaramente riferimento a Frank R. Olson e all’esperimento di Pont st. Esprit, condotto tramite l’utilizzo di due cittadini francesi.  ATM033-WHouse1                                                                                                                                                               [Fonte: voltairenet.org]

Anche la vicenda della morte di Frank Olson fu svelata: egli morì in seguito alla somministrazione di LSD a sua insaputa, cosa che gli provocò uno stato di delirio, causa del suo suicidio. Nel 1975 l’esercito americano ammise tale evento, offrendo alla famiglia un risarcimento di 750.000 dollari.

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